Dibiesse Porte Aperte: un viaggio attraverso i cinque sensi

Nel 2022 Dibiesse ha aperto le porte dei propri spazi espositivi, completamente rinnovati, con una serie di eventi dedicati ai rivenditori.
Dibiesse Porte Aperte nasceva con un obiettivo preciso: raccontare l’azienda andando oltre la presentazione delle cucine e dei nuovi prodotti.
Per farlo abbiamo scelto un percorso attraverso i cinque sensi, trasformando showroom, uffici e produzione in luoghi da esplorare e coinvolgendo artisti e professionisti provenienti da discipline diverse.
Raccontare Dibiesse partendo dalla produzione
L’idea dell’evento è nata proprio all’interno della fabbrica.
Il rumore delle macchine, normalmente parte della quotidianità, ci ha fatto riflettere su quanto la produzione definisca l’identità di Dibiesse.
È qui, nella sede di Miane, che le cucine vengono prodotte e che ogni progetto prende forma. Durante i mesi della pandemia, con gli impianti fermi, il silenzio della fabbrica aveva reso ancora più evidente il valore di ciò che accade ogni giorno all’interno di questi spazi.
Da questa riflessione è nato il tema dei cinque sensi: suono, tatto, gusto, vista e olfatto sono diventati cinque modi diversi per conoscere l’azienda.
Suono e tatto: la cucina diventa interattiva
Il percorso iniziava con Water Harps, opera sonora realizzata dall’artista Riccardo Casagrande utilizzando pentole, mestoli, mollette, corde e altri oggetti trasformati in congegni sonori.
Era il visitatore ad attivare l’opera versando l’acqua necessaria a mettere in movimento il meccanismo e produrre il suono.

Il rapporto tra gesto e suono tornava anche in Kitchen Patterns, l’installazione audio interattiva realizzata da Andrea Santini e Marianna Anoardi.
Sensori capacitivi stampati con inchiostro conduttivo e applicati alla cucina permettevano di attivare, attraverso il semplice contatto, tracce sonore costruite a partire dai rumori dell’ambiente cucina e trasformate in musica elettronica.
La cucina diventava così uno strumento da toccare e ascoltare.

Vista: esplorare gli spazi attraverso la realtà aumentata
La componente visiva del percorso utilizzava invece la realtà aumentata.
QR code distribuiti negli spazi Dibiesse permettevano ai visitatori di accedere a contenuti tridimensionali e scoprire l’azienda attraverso un ulteriore livello di racconto.

Una macchina Polaroid invitava inoltre ogni partecipante a fotografare ciò che aveva attirato maggiormente la sua attenzione. Immagini e pensieri lasciati dai visitatori hanno costruito, evento dopo evento, una memoria collettiva delle giornate.

Olfatto: quale profumo rappresenta Dibiesse?
Per esplorare l’olfatto abbiamo coinvolto Leonardo Opali di TAF – The Artisan Fragrance, laboratorio specializzato nella creazione di profumi su misura.
Attraverso diverse fragranze, i partecipanti erano invitati a riconoscere sensazioni e associazioni e, infine, a scegliere quella che secondo loro rappresentava meglio Dibiesse.
Un modo diverso per osservare l’identità dell’azienda: non attraverso ciò che Dibiesse dice di sé, ma attraverso ciò che viene percepito da chi la conosce e lavora ogni giorno con il suo prodotto.

Gusto: territorio, materia e convivialità
Anche il gusto faceva parte del percorso.
Camelia Bakery di Treviso ha accompagnato una delle tappe dell’esperienza, mentre la giornata si è conclusa attorno a un unico tavolo con una cena curata dal catering Marchioro e costruita intorno a prodotti locali e stagionali.
Il cibo diventava così occasione di incontro e relazione, in continuità con lo spirito delle giornate dedicate ai rivenditori.

Aprire le porte per mostrare cosa c’è dietro una cucina
Il percorso terminava in produzione.
Una visita guidata permetteva ai partecipanti di entrare negli spazi in cui vengono realizzate le cucine Dibiesse e osservare da vicino ciò che normalmente rimane dietro al prodotto finito.

Dibiesse Porte Aperte è stato questo: un modo per raccontare l’azienda attraverso i luoghi, la produzione, le persone e le relazioni che contribuiscono ogni giorno alla realizzazione di una cucina.
Un viaggio attraverso i cinque sensi nato per mostrare non soltanto il prodotto, ma ciò che c’è dietro.


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